Creatività in equilibrio: esplorando l'architettura di Anna Polisano
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L'architettura di Anna Polisano è unica nel suo genere: una continua ricerca di equilibrio tra linearità e contrasto. È particolare, senza dubbio, ma mai banale e cattura immediatamente l'attenzione. Proprio per questo siamo rimasti colpiti e abbiamo deciso di contattare la dottoressa Polisano per scoprire come la sua passione si traduca in un lavoro creativo e originale.
Come definiresti la tua architettura?
La mia architettura è una ricerca di equilibrio tra materia, luce e funzione. È un linguaggio essenziale, dove le forme si ammorbidiscono e gli spazi si modellano intorno a chi li vive. Ogni progetto nasce dall'ascolto: del luogo, dei materiali, delle persone. Uno spazio che non si impone, ma si lascia abitare.

Come nasce un progetto, dal concept iniziale fino alla sua realizzazione?
Un progetto nasce da un'intuizione, ma prende forma attraverso un processo preciso. Si parte dall'ascolto: del luogo, del cliente, delle esigenze. Da qui nasce il concept, dall'ascolto, alla definizione di spazio, luce e materia, fino al cantiere. Un'idea che si trasforma in spazio reale.
Nei tuoi lavori si nota una forte linearità nelle forme e nei colori che, a un certo punto, viene interrotta da un elemento di contrasto. Che significato ha questa scelta progettuale? Puoi fare qualche esempio?
La linearità crea ordine e calma, il contrasto introduce ritmo e identità. Serve a guidare lo sguardo e ciò rende lo spazio dinamico. Questa scelta progettuale introduce una tensione controllata tra ordine e rottura. Serve a dare ritmo, costruire gerarchie e rendere lo spazio riconoscibile. È il contrasto che trasforma l'equilibrio in esperienza. Ecco alcuni esempi:
- Living neutro: pareti e arredi chiari e continui, interrotte da un volume scuro in metallo o legno che cattura lo sguardo.
- Cucina lineare: scaffalature essenziali, animate da un piano isola con finitura materica.
- Spazi esterni: un pavimento continuo interrotto da un dettaglio in corten. Il contrasto rompe l'omogeneità e rende lo spazio vivo e riconoscibile.



Quali materiali tendi a utilizzare nei tuoi progetti e per quali ragioni? Puoi fare alcuni esempi concreti?
Nei miei progetti prediligo materiali autentici, tattili e duraturi, capaci di dialogare con la luce e il tempo. Tra i materiali che preferisco ci sono i marmi e le pietre, il legno, metalli come rame, bronzo e acciaio corten. Ogni materiale racconta una storia, interagisce con lo spazio e crea atmosfere che si percepiscono, non solo si osservano.



Quali sono, secondo te, gli elementi che non devono mai mancare in un progetto architettonico?
Ogni progetto deve avere luce, materia, funzione, ritmo, dettaglio e un contrasto che lo renda vivo. È l'equilibrio tra ordine ed energia che crea spazi unici.
Intervista a cura di
Beatrice Manocchio